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Chattare salva la vita!
Scritto da ModCi, martedì alle 18:19 in Chattare, Internet

E’ quanto successo ad una donna italiana residente in Germania, che, madre di un bambino di pochi anni, qualche notte fa aveva ingerito liquido tossico per togliersi la vita.

Un quarantenne trapanese che aveva conosciuto la ragazza chattando sul web, dove ha ricevuto l’agghiacciante confidenza del suicidio, si è subito attivato, allertando il Commissariato di polizia di Fermo, nelle Marche, e, da qui, tramite la Farnesina, il Consolato italiano a Stoccarda.

I soccorritori, con tutti i dati forniti dal chatter siciliano, hanno raggiunto appena in tempo l’appartamento dove vive la donna assieme al suo bambino, la quale, ricoverata in ospedale, ora è fuori pericolo.

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Il Nickname: slogan di sè
Scritto da ModCi, mercoledì alle 20:19 in Chattare, Internet

Per poter partecipare alla comunicazione digitale in un cyberspazio con l’anonimato “apparente” che la fa da padrone, tutti gli internauti hanno dovuto darsi un nickname, talora per commentare un post, per aprire un topic in un forum, oppure per iscriversi semplicemente ad un sito. Ma tra i luoghi virtuali della Rete, quello ove il Nickname riveste il ruolo più importante sono sicuramente le chat, in particolare quelle testuali, ma anche videochat e chat 3d (sebbene però in queste ultime la funzione del nick è ridimensionata dalle immagini in cam o dall’avatar tridimensionale).  Anna Cicalese, nel suo saggio di sociosemiologia “Da dove dgt?”, recensito nella sezione Libri di Chat della SABALand, scrive che “se nella comunicazione vis a vis il corpo risulta essere tra i primi veicoli di informazione sull’altro, nella comunicazione al buio tale impatto è lasciato in prima battuta al nickname, una sorta di biglietto da visita che titola e simula, nella creazione del mascheramento, una costruzione della propria immagine volutamente trasferita”. Prima dell’ingresso in Chat, nessun utente è qualcuno, è niente: la scelta di un nickname costituisce il primo mattone della sua identità on-line, del suo essere chatter.

Secondo la sopra citata sociosemiologa, la scelta del nickname emula il valore dei nomi propri così come era in uso nelle società tribali, quali i pellirossa d’America, ad esempio. In queste ultime i nomi propri si avvicinano agli pseudonimi, ravvisandosi tracce della genealogia di un individuo, della sua appartenenza al clan, del suo ruolo e della sua collocazione nel territorio sociale. In riferimento alla nostra società consumistica, il nickname in chat sembra assumere il valore di una marca o meglio di uno slogan pubblicitario, attraverso cui trasmettere sinteticamente e velocemente identità ed obiettivo.

Quanto detto evidenzia pure una generale tendenza a scegliere il proprio nickname per rivelare qualcosa della propria personalità profonda. Secondo la Cicalese, ciò indicherebbe non un distacco dalla propria reale identità come potrebbe sembrare ai sostenitori della separazione tra vita online e offline, bensì una elaborazione consapevole che dimostra la partecipazione della propria personalità reale a quella virtuale.

Ovviamente la scelta di un nickname può essere pure frutto di casualità o di una invenzione del momento, senza che vi sia dietro alcuna espressione cosciente di volontà. Anche in questa ipotesi, per me, è comunque ravvisabile una propensione del chatter a non volersi identificare, assumendo in chat spesso un comportamento superficiale e poco consapevole.

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I Bimbiminkia lamers
Scritto da ModCi, martedì alle 19:37 in Chattare, Internet

Ritornando sul profilo del Bimbominkia, la tipologia peggiore è sicuramente quella che si presenta nella terza fase della loro presenza in Chat: quella definita “ti dosso, ti floddo”, quando sono soliti autoproclamarsi hackers, pur non conoscendone nemmeno lontanamente il significato. Mentre gli hackers sono, alla fin fine, una categoria nobile del Web che cerca di smascherare i problemi e i bugs di server e siti; questa razza di bimbiminkia, che agiscono  singolarmente o in gruppo, si possono ben definire “lamers”, dell’ingelse “zoppi”, ma traducibile meglio in italiano con “sfigati”.

Presentandosi come “maghi del computer”, questi bimbiminkia si specializzano nell’uso di qualche programma per hacker trovato in riviste apposite ed entrano in Chat al solo scopo di dare fastidio alla gente, lanciando boot per fare cadere gli altri chatters, clonando nicknames, ecc… Per la funzione che rivestono, potrebbero essere equiparati per certi versi a quelli che possono “bulli di periferia” o “ragazzi selvaggi”, le cui incursioni, facendo riaffiorare nelle società perfette i cattivi istinti della natura umana, sarebbe motivate da un senso di ribellione verso ciò che si è troppo istituzionalizzato. Fermo restando l’intento vandalico, l’azione del bimbominkia lamer nelle chat, che comunque poco presentano di una società perfetta, rivelerebbe piuttosto un ulteriore ludico piacere disturbante, un’idiozia digitale che manifesta il piacere di trasgredire le regole e sabotare ciò che funziona e che potrebbe funzionare meglio.

Un consiglio: Discriminate i Bimbiminkia lamers in Chat definendoli per quello che sono, SFIGATI !

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