Quickribbon
Chat uguale Agenzia Matrimoniale?
Scritto da ModCi alle 3:35 pm in Chattare, Opinioni

Di recente, ho letto uno dei romanzi tra quelli recensiti nella nostra sezione sui LIbri di Chat: si tratta del racconto di Giovanni Zanardi dal titolo “Chat… si gira“.

Particolare è sicuramente il modo con cui l’autore ha narrato questo racconto: attraverso svariate ed intense riflessioni sull’amore e la comunicazione digitale. Ciò che, però, mi ha colpito è stata la sua visione generale della chat, molto più simile ad un’agenzia matrimoniale che ad un luogo virtuale dedicato primariamente alle “chiacchiere”. Io, che mi sono appassionato al Web e creato la SABALand, ho sempre avuto una considerazione aulica della comunicazione digitale, sia che questa si sviluppi in un forum, in un blog o in una più diretta videochat, ossia un’opportunità per mettere a confronto esperienze di vita e porzioni di conoscenza tra persone diverse e che stanno in luoghi lontani. Mi è sembrato così strano leggere un capitolo dedicato ai soli nicknames femminili per tratteggiarne superficialmente le tipologie: dalla “Desolata2006″, da cui un uomo dovrebbe darsi alla fuga, alla Tristezza32, al cospetto della quale cercare “il tubo del gas”. Mi ha deluso leggere spesso consigli sulle chatterine da evitare o, al contrario, da approcciare, come fossero in un catalogo. Mi è dispiaciuto constatare che il protagonista del racconto, dopo aver trovato tramite una chat la sua donna ideale ed aver valicato il confine del virtuale, non trovasse più stimoli accendendo il PC, considerandolo soltanto “uno splendido apri-pista” che “non aveva più ragion d’essere”. Non trovo condivisibile l’idea della chat e della comunicazione digitale solo come un mezzo per trovare “moglie”, così come si evince quando Zanardi scrive che “un contatto in chat troppo duraturo, sia un pericoloso nemico, perchè tutto viene amplificato, tutto idealizzato e fatalmente si creano aspettative che poi la realtà, tragicamente, potrebbe anche smentire. Paradossalmente è meglio farsi male prima, ma almeno si riesce ad avere una fotografia nitida e concreta della situazione e delle eventuali possibili evoluzioni”.

Secondo me, invece, quella dell’autore è una analisi molto parziale, propria di un uomo di mezza età maschilista che, con in mente i soliti stereotipi di “Internet uguale sesso”, accende il PC per la prima volta e ne fa un uso solo di questo tipo, non soffermandosi sul tanto altro che la comunicazione digitale può offrire.

Internet e le chat sono, prima di tutto, un mezzo di espressione, un luogo metafisico in cui scambiare in contemporanea opinioni e punti di vista, da cui possono scaturire amicizie vere basate sulla condivisione di idee ed empatie che scavalcano le apparenze dell’aspetto e del contatto fisico. Solo così si spiegano le storie di tanti chatters della SABA VideoChat che la frequentano da tempo e la animano, rendendola così molto di più che una semplice e squallida agenzia matrimoniale.

Lascia un Commento