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Chat e pedofilia
Scritto da ModCi alle 1:10 am in Chattare

L’11% dei bambini italiani che frequenta le chat line sulla Rete ha avuto un contatto diretto con un pedofilo, ma il 75% di questi non ne parla con i propri genitori per vergogna, incoscienza, ma anche perché sicuro che la famiglia “non avrebbe capito”.Lo dice una ricerca della Polizia delle comunicazioni, illustrata oggi alla presentazione di un programma di educazione dei minori all’utilizzo consapevole del Web creato dall’Unicef in collaborazione con Microsoft.

Il tema delle insidie della Rete per i minori non è certo nuovo, ma ad un sempre maggiore utilizzo del web da parte dei bambini — il 79% dei minori utilizza Internet, secondo lo studio — non sembra corrispondere ancora una consapevolezza e un’educazione efficace dei genitori, che troppo spesso manifestano “totale disinteresse” nei confronti del tema, dice Marco Valerio Cervellini, responsabile dei progetti per la navigazione sicura dei minori su Internet della Polizia delle comunicazioni.

Quello della chat è un territorio sconosciuto per la maggior parte degli adulti. Un territorio che spesso viene considerato, dal punto di vista delle problematiche, al pari di quello televisivo. Ma in Internet e in chat i problemi sono più complessi. Navigare o partecipare ad una discussione in chat richiedono, a differenza della televisione, una partecipazione attiva. Chat e Internet aprono le porte ad un mondo diverso per ognuno, che si plasma e si costruisce in modo completamente autonomo e personale. La chat è un territorio virtuale solo fino ad un certo punto: lo è nel senso che si chatta con la mediazione di uno schermo che non permette di vedere chi c’è davvero dall’altra parte (un adulto può camuffarsi dietro le sembianze di un ragazzino, un uomo essere una donna, un adolescente giocare a fare il “grande”…); ma è reale in quanto quell’“intruso” con il quale si dialoga si insinua personalmente in casa, a volte anche attraverso video o immagini, ed è una persona che interagisce con il minore esattamente come potrebbe fare in un qualsiasi altro spazio della sua realtà quotidiana.

Per tutti i casi riporto qui un recentissimo caso di cronaca comparso sui giornali il 12 gennaio 2007:

La Polizia Postale di Genova ha arrestato un giovane accusato di pornografia minorile e violenza sessuale continuata nei confronti di tre minori residenti nella provincia ligure. Le minori navigando in chat sono state adescate con lusinghe di vario tipo dal giovane che, conquistata la fiducia delle ragazzine era riuscito a farsi dare il numero di cellulare di una delle due. L’uomo le costringeva ad atti sessuali su se stesse che le bambine dovevano fotografare e inviargli. Scattata la denuncia dei genitori, gli uomini della Polizia Postale, dopo aver studiato il tenore dei messaggi inviati al giovane dalle bambine, ha iniziato a dialogare con l’indagato che in più di un’occasione ha manifestato l’intenzione di avere con le ragazzine rapporti sessuali completi.

In conclusione, quindi, consiglio a tutti i genitori che chattano nella SABALand o che hanno figli adolescenti nella SABA VideoChat a stare MOLTO ATTENTI. La prudenza non è mai troppa!

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